{"id":400,"date":"2019-02-07T18:30:20","date_gmt":"2019-02-07T17:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzoscudero.it\/insidein\/?p=400"},"modified":"2019-02-13T07:24:44","modified_gmt":"2019-02-13T06:24:44","slug":"breve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzoscudero.it\/insidein\/2019\/02\/07\/breve\/","title":{"rendered":"Breve"},"content":{"rendered":"\n<p>Ma cosa passa per la testa a Laura?<\/p>\n\n\n\n<p>Assunto \u00e8 appena rientrato nel web con un login distratto e usuale, come quando si attraversa una porta socchiusa dopo averla aperta senza consapevolezza. I rumori e gli odori del web sono differenti da quelli reali, sono filamenti intrecciati e colorati che non hanno ordine ma che si allineano seguendo un\u2019idea nascosta lungo i canali metallici o le distese vuote dei wifi, e investono con delicatezza Assunto o lo accarezzano mentre pedala incurante e assorto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Laura si preoccupa di una felicit\u00e0 che certamente impegna tutti noi da sempre ma da sempre rimane parola vana e sospesa, ricerca di una condizione estremamente imprecisa e temporanea? Quali risposte potrei darle io? Se avessi le parole o i gesti appropriati, se avessi lo sguardo del mondo nei miei occhi, o l\u2019incedere del tempo nelle mie gambe allora s\u00ec che potrei tentare una risposta, potrei modellare una congettura di felicit\u00e0 e lasciare che Laura la esplori, ne modifichi alcuni elementi, la faccia sua. Ma ho due pedali incatenati ad una circonferenza e due occhi incatenanti a porzioni di spazio cangianti e illusori, confondo albe e tramonti e devo sostare in essi per capirne la differenza, ho parole ridotte al minimo, suoni confusi e gesti gi\u00e0 noti che a stento potranno raccontare la mia esistenza, ho i ricordi di tutti, il Natale con i nonni e i bagni al mare, l\u2019amore per quel viso da cercare tra i tanti visi all\u2019uscita da scuola e un motorino senza carburante da spingere ridendo e scherzando. Nulla di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche oggi il web trascina miliardi di bit con fare silenzioso e solito, quasi una fatica addomesticata che si ripete da anni tra canali irraggiungibili e nodi aggrovigliati sotto la spinta di dita che digitano e mouse che sospingono. Assunto si ferma senza scendere dalla bicicletta per sbrogliare il cavo delle cuffie e indossarle. Riprende a pedalare mentre David Sylvian riprende la sua <em>The Banality of Evil <\/em>e il web trascina miliardi e miliardi di bit.<\/p>\n\n\n\n<p>Come potrei essere felice e saperlo? La felicit\u00e0 ti aggredisce e morde la carne dell\u2019anima, non ti da respiri o parole, e non ti lascia n\u00e9 respiri n\u00e9 parole, solo una lunga apnea muta in cui annegare per un tempo che non ha misura. E poi? Poi rimane un sapore dolciastro, un profumo che svanisce, il ricordo di un moto dell\u2019anima e del silenzio bianco e luminoso. La felicit\u00e0 \u00e8 bianca e muta. E breve. Breve come il digitare di una lettera alla tastiera, breve come il passo che ti porta avanti, come la goccia che cade dal tuo viso dopo un bagno a mare. Breve in un tempo senza misura. Breve. Come potrei rispondere \u201cs\u00ec, sono felice!\u201d se le parole non appartengono alla felicit\u00e0, se la brevit\u00e0 eterna della felicit\u00e0 non ha collegamenti esterni, se i morsi alla carne dell\u2019anima sono muti e bianchi, come potrei io esclamare la mia felicit\u00e0 se nel frattempo devo rispondere ad una domanda? Laura, ma cosa ti passa per la testa?<\/p>\n\n\n\n<p>Pedalare nel web \u00e8 agevole, basta essere accorti e non seguire i canali gremiti di ricerche o download, evitando le zone circostanti i siti pi\u00f9 affollati e lasciando che siano i rumori e gli odori aggrovigliati a indicare i luoghi da percorrere. Assunto \u00e8 abile e utilizza gli spazi esigui che si aprono tra un download e l\u2019altro per creare scorciatoie e lasciare andare i pedali e il manubrio, una sorta di saltimbanco in bicicletta a mani e gambe aperte aggrovigliato agli odori e ai rumori del web.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Laura raccoglie i pochi fogli dal tavolo e spegne il suo portatile. Ha gli occhi stanchi e il pensiero spento, rimette tutto in ordine nella borsa e si ferma. Deve andare via da l\u00ec, lasciare la stanza, spegnere anche la luce, chiudere la porta. Chiudere un segmento temporale. Confermare che \u00e8 terminato, che c\u2019\u00e8 altro da fare, fosse solo camminare per andare altrove. Ma Laura \u00e8 stanca di porre termine e ricominciare finch\u00e9 non verr\u00e0 l\u2019attimo di una nuova chiusura. Vorrebbe procedere senza i punti e a capo, senza maniglie da bloccare o serrature da serrare, vorrebbe evitare gli addii e i saggi di fine anno. Nessun capodanno, nessuna fine sessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Avr\u00f2 fatto la figura della stupida con Assunto. Sei felice? Che domanda assurda! Ed io? Certo che no, non sono felice, nella maniera pi\u00f9 assoluta. Domani gli dir\u00f2 che la mia domanda \u00e8 stata stupida e inopportuna. Capir\u00e0. Capir\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Si ricomincia. Laura spegne la luce e chiude la porta. Torna a casa, lentamente, evitando i motorini lasciati sul marciapiede e la noia trascinata nei suoi passi, ritorna a casa masticando il tempo che la traghetta da un luogo all\u2019altro senza nulla di importante, senza un pensiero nuovo o un viso interessante, senza l\u2019odore di un ricordo dimenticato o l\u2019idea nuova da inseguire. Passo dopo passo Laura si allontana dall\u2019ultima sua chiusura e si dirige verso la nuova apertura. Le chiavi a portata di mano, l\u2019interruttore al solito posto, lo stereo con la playlist che le ha preparato Assunto, due lacrime che si formano ad inumidire gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura apre la porta di casa e lascia andare la borsa al buio, non accende la luce, sa dove andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il telecomando accende lo stereo. Play. Le note si diffondono nel buio, la voce di David Sylvian comincia a cantare <em>Let the Happiness In.<\/em> La felicit\u00e0 \u00e8 bianca e muta. E breve. Breve come la lacrima che cade dal viso di Laura.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma cosa passa per la testa a Laura? Assunto \u00e8 appena rientrato nel web con un login distratto e usuale, come quando si attraversa una porta socchiusa dopo averla aperta senza consapevolezza. 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