Piccola cena limpida del cervello in fuga

081 – 14 agosto 2017

Piccola cena limpida del cervello in fuga

Fugacità di pensieri in pollo alle mandorle e zenzero con variante dai sapori mediterranei e biancore di riso basmati.

Assenza di radici in insalata di pomodoro e cipolla rossa di Tropea con inserti di trito aromatico dei passi brevi.

Allontanamento da sè in rosolio all’alloro delle mani che respirano.

Il pane di forno vicino s’immerge in dialoghi senza parole con l’acqua allegra e distante il tempo di uno sguardo, il prosecco di Valdobbiadene conserva la voglia di andare lontano in un’estate d’attese e fotografie in mostra, le note ondeggianti dei Cluster ricordano navi in partenza e cervelli in fuga.

Solitudo assestata, assenza di sale e volo d’aquila ferita q.b.

Pranzo d’oriente del padre sorridente

075 – 15 febbraio 2017

Pranzo d’oriente del padre sorridente

Tenerezza d’occhi sorridenti in tocchi di pollo alle mandorle e sorrisi di soia con voli di riso basmati dai sapori piccanti.

Nitore di ricordi in insalata di verdure silenziose e complicità di mandorle e germogli di soia.

L’acqua fresca di fonte si rilassa accarezzata dagli sguardi morbidi del pane di forno a pietra e un bianco etneo dal forte carattere segue una danza di sorsi in ricordo della voce che rimane, la musica d’anima dei Massive Attack ricopre la malinconia delle assenze e vaga nei pensieri.

Solitudo arrendevole e lievità d’intenti q.b.

Pranzo breve delle storie che iniziano

073 – 24 gennaio 2017

Pranzo breve delle storie che iniziano

Soddisfazione di sè per storia che inizia in amabilità di riso rosso al pollo con curry e paprika e abbracci di porro e funghi.

La brevità del pasto è inondata da un bianco grillo di Sicilia che saluta le nuove associazioni di idee tra il pane sereno e l’acqua di fonte fresca e speranzosa, le note stellari di David Bowie accompagnano la nascita di una storia che raccoglie storie e le racconta.

Solitudo sorridente ed “eralavò” a venire q.b.

Pranzo delle storie vissute

062 – 13 aprile 16

Pranzo delle storie vissute

Apertura di sogni in peperoni arrostiti e sussurro di menta.
Racconti sommersi in recitazione di couscous alle verdure con scenografia di spezie su tormenti di patate e carote.
Scrittura di se in insalata mediterranea con citazioni di grecità in feta e olive e condimento dei luoghi amici.
Divertimento di fragole con scherzi d’arancia e menta.
L’acqua di fonte e il pane casareccio si raccontano i sogni della notte e un bianco grillo di Sicilia racconta di soli e di venti mentre le note raccolte di David Bowie disegnano spazi vaghi e lontani nel caldo estivo di una primavera capricciosa.
Solitudo sorridente, accordi di chitarra e storie da vivere q.b.

(Parte delle verdure utilizzate provengono dall’Orto dei Semplici del Liceo Regina Elena di Acireale)

Pranzo del pianto di settembre

039 – 7 set 15

Pranzo del pianto di settembre.
Attesa di pioggia in bruschette esili al pomodoro fresco.
Profumo di terra bagnata in cottura di riso con funghi secchi e fuochi d’oriente di curry e paprica.
Tempesta di sapori di terra in insalata allegra e condimento mediterraneo.

L’acqua della fonte vicina è rassicurata dal pane di casa che racconta di suoni di tuoni e il vino bianco di madre siciliana allontana tristezze di terra e malinconie d’aria.
Solitudo, gocce di pioggia e fulmini q.b.

Pranzo breve del recupero irrecuperabile

038 – 4 set 15

Pranzo breve del recupero irrecuperabile.
Evaporazione di ribrezzo d’esame in amabilità di couscous con aromi di mare di scoglio al pesce e ai frutti di mare.
Compassione per “logarittimo” esiziale in breve insalata verde al condimento confortante.
Il pane ridacchia con l’acqua di fonte e il biancore del vino siciliano rilassa le curve di pensiero.
Solitudo e io q.b.

Pranzo delle terre che vanno a finire

034 – 26 giu 15

Pranzo delle terre che vanno a finire.
Racconto d’incontri in integrità di couscous, tocchetti di pollo, verdure festose e trito fugace d’erbe aromatiche.
Tango di melenzane e peperoni grigliati con applausi di insalata di pomodori datterini dei luoghi caldi.
Frutta di stagione che va ad iniziare.
Un Corvo Irmàna rosso di terre siciliane discute di fratellanza con la fresca acqua di fonte e un pane che sa di casa.
E’ Chopin che smuove le note come uccelli migratori in cerca di riposo.
Solitudo e parole a venire q.b.

Pranzo della teatralità dell’essere

030 – 29 mag 15

Pranzo della teatralità dell’essere.
Ouverture di omelette impaziente alle erbe buone dell’Orto e battute di ricotta infornata.
Divertimento di couscous integrale con risate di zucchine e salmone affumicato e solletico di pistacchio tritato.
Applausi di verdezza in lattughe e cetrioli e condimento di rito.
Un Grignolino d’Asti aiuta la regia con amabile sapienza mentre acqua e pane assistono con immutata ammirazione. Il suono dei Genesis d’annata accompagna lo spettacolo fino alla chiusura del sipario.
Gratitudine e attenzione di sè q.b.

Tutte le verdure e le erbe utilizzate (lattughe, zucchine, cetrioli, aglio, erba cipollina, origano fresco, basilico, prezzemolo, porcellana) provengono dall’Orto dei Semplici curato con ammirevole dedizione da Rosa Oliva e Rosalba Indelicato

Pranzo dei sensi di lotta

027 – 8 mag 15

Pranzo dei sensi di lotta.
Commozione di couscous in sintonia di pesce spada e gamberetti con supporto festoso di piselli e zucchine.
Solidarietà di fave in cottura arrabbiata.
Disobbedienza di insalata in condimento spontaneo.
Il pane sciopera e l’acqua esulta mentre il bianco d’Alcamo esalta le lotte.
Arance di Sicilia a fine corteo.
L’aria di primavera si mescola con i suoni di un blues d’annata, desiderio e solitudo q.b.

Piselli (dolcissimi) e cipolla fresca dell’ Orto dei semplici.

Pranzo corto della domenica in legale

020 – 29 mar 15

Pranzo corto della domenica in legale.
Abbracci di couscous con tocchetti di pollo in allegria di curry e funghi secchi, rotondità di zucchine saltate in spezie mediterranee e danza di cavolfiore dell’orto in rumba d’olive, uva passa e formaggio pepato tenero dei dialetti nostri. L’acqua osserva divertita il fraseggio lieve di un Folanghina del Sannio e il pane se ne sta in disparte. Il sole dell’ora legale ascolta la musica dei Tindersicks. Solitudo e ricordi q.b.
Il cavolfiore e la cipollina tenera usata per tutte le piatenze sono dell’Orto dei semplici