Pranzo del maggio ordinario

085 – 9 maggio 2018

Pranzo del maggio ordinario

Risveglio di gusti decisi in incontro di fave fresche, crescenza e tocchi di parmigiano reggiano di stagionatura ferma.
Raccolta di frammenti del sè in fiorentina dormiente di lenta cottura e cuore tenero.
Respiri di maggio in insalata breve
Tocchi di nudità in dolcezza di nespole dell’albero dei pressi.
Il rossore di un vino siciliano dai toni rassicuranti fa da sponda ai racconti maliziosi che un pane casareccio dirige con amore verso un’acqua fresca e giovane, il gusto del cibo danza con le note dei Morcheeba e due ricordi macchiati di rosso non vanno a morire nemmeno dopo quarant’anni.
Solitudo ordinaria e speranze di maggio q.b.

Pranzo sereno del ritorno a casa

082 – 2 gennaio 2018

Pranzo sereno del ritorno a casa

Accoglienza di casa in ricotta infornata dei pascoli vicini.
Sapori di terra e sangue in puntine di maiale ai ferri e danza di pomodori cuore di bue in insalata lenta.
Il pane morbido di forno a pietra sommerge di storie un’acqua limpida e attenta e il rosso di un vino dei luoghi noti colora i ricordi di incontri casuali e il nome scolpito a dar nome alla biblioteca di Pentedattilo. Le note lievi dei Cicarettes after sex danno spessore al gusto e alla memoria.
Solitudo acquietata e sorrisi a latere q.b

Pranzo della solidità del terzo principio della dinamica

074 – 29 gennaio 2017

Pranzo della solidità del terzo principio della dinamica

Azioni a distanza in lessatura di patate con crema al gorgonzola.

Robustezza dinamica in reazione di bistecca ai ferri in bagno d’olio e spezie.

Carezze di fisica newtoniana in equilibrio di sapori d’arancia, finocchio e cipollina fresca.

Eleganza di sapori in quanti di peperoni in agrodolce con orbite d’uvetta e tostatura di pane.

Un Cerasuolo di Vittoria dall’aria rilassata si gode la discussione amabile sul terzo principio della dinamica tra un caldo pane dei pressi e una fresca acqua di fonte mentre i sorrisi di violino dei concerti di Bach s’insinuano tra ricordi lontani e pensieri vicini.

Solitudo radente e passeggiate sotto la pioggia q.b.

Pranzo semplice del canto terreno

072 – 5 gennaio 2017

Pranzo semplice del canto terreno

Decantazione del caos interiore in bruschette di pane di casa e salsa d’avocado con sussurri piccanti.

Sapore cruento di vita abbandonata in bistecca alla brace affogata nel vino ed esaltazione di spezie.

Sapienza di vita contadina in insalata aromatica di arance, finocchi e cipollina fresca.

Il vino rosso di un’Etna innevata accompagna caloroso il dialogo interiore di un’acqua di fonte dimessa mentre il pane di casa osserva con occhi invernali i timidi raggi del sole gentile, le note consumate e terrene dei CSN&Y si dilungano in sogni e viaggi interminati.

Solitudo acquietata, carezze di candela e libri da inniziare q.b.

Pranzo sorridente della pioggia muta

068 – 25 settembre 2016

Sorrisi di sè in bollito di manzo alla crema selvaggia di erbe e spezie con vocìo allegro di acetelli.

Rimembranze di altre piogge in serenità di breve insalata di lattuga e pomodoro.

Esagerazione sicula in persistenza di gusto di cannolo alla ricotta.

Chiusura d’intenti in liquore d’alloro delle mano che scrivono.

Il pane ancora caldo di forno a pietra racconta di nubi grigie e tenere al calice d’acqua di fonte vicina, il rosso di un Nero d’Avola s’imbeve di storie bagnate e silenziose portate da una pioggia muta e amica. Cadono sulla tavola, come gocce di pioggia sorridente, le note spesse dei Notwist.

Solitudo e pioggia di sè q.b.

Pranzo in C

061 – 3 aprile 16

Pranzo in C

Ouverture di note vive in lonza di maiale al marsala e all’arancia con accompagnamento empatico di spezie aromatiche.
Sicilianità assolata in insalata di limoni e menta al condimento dei luoghi amati.
Esaltazione di dolcezza in macedonia di kiwi e verde al peperoncino e rosolio d’alloro.
Il pane di forno a legna ascolta ammirato le note ripetitive e creative di “in C” di Terry Riley mentre l’acqua accenna una danza ritmata. Il bianco Planeta risveglia gusto e armonia, e una fresca spremuta di arancia chiude il concerto.
Solitudo, tepore d’aprile e voglia di suonare q.b.

Pranzo primaverile del nuovo inizio

059 – 20 marzo 16

Pranzo primaverile del nuovo inizio

Tepore di sè in scaloppe di lonza di maiale e abbracci verdi d’asparagi e pepe.
Luminosità nuova in minestra primavera di fave, piselli e cuori di carciofo e ricchezza d’olio extravergine d’oliva dei luoghi vicini.
L’acqua della fresca fonte si fa bella e il pane casareccio la osserva ammirato, il rosso Sirah di terre siciliane regala riflessi ambrati al cumulo di pensieri segreti da esplorare mentre la voce nordica di Ane Brun abbraccia i raggi solari allegri e freschi di equinozio.
Solitudo colorata e passi a venire q.b.

Pranzo dellìodierna libetà

015 – 25 feb 15

Pranzo dell’odierna libertà.
Generosità di madre in giravolta di crêpes con gioco di formaggio e prosciutto.
Sguardo all’indietro in involtino di vitello all’abbraccio di pistacchio.
Sapienza di amicizia in gusto terreno all’amplesso di barbabietola e cipollina.
Serenità di funghi trifolati.
Il Cerasuolo di Vittoria ci guarda con amorevole conforto mentre l’acqua fresca si disseta, la frutta di stagione è in attesa.
Musica, una carezza. Pane e solitudo, q.b

Pranzo di ciò che rimane

003 – 27 dic 14

Pranzo di ció che rimane: avanzi di arrosto alle prugne con semplicità di spinaci, carciofo arrostito agli odori di Catania, esaltazione di patate, avocado, rucola e spinaci in insalata armonica. Pane, acqua e vino bianco dei pressi. Keith Jarrett e John Coltrane in impressioni d’ascolto. Solitudo q.b.