Cena del pensiero malinconico

092 – 17 febbraio 2019

Cena del pensiero malinconico

Imbrunire di parole in antipasto lento di pomodori secchi e tocchi di grana in miele d’acacia.
Sovrappensiero d’occhi fermi in risotto ai carciofi e salsiccia con tracce di pomodori secchi e parmigiano.
Ricordi circolari in contorno di lattuga e pomodoro ai sapori siciliani.
L’acqua fresca ascolta i racconti d’abbandono di un rosso frappato dai desideri lievi mentre il pensiero malinconico segue le note ventose dei Nine Horses in cerca di calma.
Solitudo raccolta e rabbie dimenticate q.b.

Cena verde dell’intimità preziosa

088 – 16 novembre 2018

Cena verde dell’intimità preziosa

Arresto d’inquietudine in piccola insalata di avocado e gorgonzola di bufala al condimento delle eterne spezie.
Bramosia d’altri spazi in risotto mantecato ai cuori di carciofo e aromi di campagna.
Sorsi ad occhi chiusi d’allorino delle mani proprie.
È un bianco siciliano a regalare bianchi silenzi al pane e all’acqua in singolare amore mentre il ritmo piovano s’interseca con i suoni magiari di Gabor Szabo accarezzando il ricordo verde di una intimità preziosa.
Solitudo e grani di sorrisi q.b.

 

Pranzo del tempo che non si coglie

083 – 19 febbraio 2018

Pranzo del tempo che non si coglie

Attesa d’occhi in antipasto disarmato di bresaola in olio e limone, tocchi nudi di parmigiano e loquacità iberica di vermut.
Lentezza d’esistenza in penne al forno con tremori di cavolfiore dei pressi e pensieri d’olive, pecorino e uva passa accarezzati da pangrattato tostato.
Residui di tempo trascorso in avocado semplice con voglie di olio, limone e pepe.
La tristezza dell’acqua priva degli occhi di un pane assente è raccolta e dissolta dai racconti senza tempo del prosecco di Conegliano Valdobbiadene mentre il tempo non colto s’arrampica sulle note progressive degli Yes.
Solitudo invernale e nuovi passi da non contare q.b.

Pranzo sereno del ritorno a casa

082 – 2 gennaio 2018

Pranzo sereno del ritorno a casa

Accoglienza di casa in ricotta infornata dei pascoli vicini.
Sapori di terra e sangue in puntine di maiale ai ferri e danza di pomodori cuore di bue in insalata lenta.
Il pane morbido di forno a pietra sommerge di storie un’acqua limpida e attenta e il rosso di un vino dei luoghi noti colora i ricordi di incontri casuali e il nome scolpito a dar nome alla biblioteca di Pentedattilo. Le note lievi dei Cicarettes after sex danno spessore al gusto e alla memoria.
Solitudo acquietata e sorrisi a latere q.b

Pranzo del sollievo arruffato

071 – 28 dicembre 2016

Sospiri di sollievo in incontro aromatico di gamberi e avocado e complicità ardita di mele, rucola e arancia.

Rilettura di sè in gnocchi di casa alla zucca gialla con silenziosità di crema ai formaggi.

Verdezza arruffata in insalata lenta di songino, rucola, avocado e mela.

Il bianco di un’ Inzolia di Sicilia raccoglie sereno le impressioni cromatiche tra gli sguardi di un pane di casa desideroso e un’acqua fresca di fonte e le note alte della nona sinfonia di Beethoven serpeggiano tra i raggi di un sole che porta calore e sollievo.

Solitudo invernale e pensieri arruffati q.b.

Cena risolutiva della marea emotiva

037 – 2 set 15

Cena risolutiva della marea emotiva.
Sopralluogo di mozzarella di bufala campana in fette delicate.
Aritmia emotiva in insalata di lattughino in tenera età con trasparenza di cetriolo, germogli di soia e olive verdi e aceto balsamico.
Sorrisi d’occhi in pomodori e cipolla di Tropea con acclamazione di condimenti intensi.
Abbandono di tristezza in abbraccio di piselli e carote con carezze di cipolle.
Proprietà d’identità in insalata di patate con solletico d’aglio e prezzemolo.
Il pane si rilassa tra le parole soffuse di un’acqua leggera e la birra artigianale riflette sulle ombre della vita. Si ascoltano i Marlene Kuntz con rinnovata serenità mentre fuori il buio protegge l’uscita dei colori.
Solitudo e malinconie serali q.b.

Pranzo del lavoro costituzionale

26– 1 mag 15

Pranzo del lavoro costituzionale.
Scioglievolezza di provola affumicata in foglia di limone e brace.
Prelibatezza di verza stufata con porro e sorriso di marsala.
Corteo di verdure grigliate e acrobazie di verza in delizia di polpettine.
Festa di ortaggi in insalata dai colori freschi.
Amplesso di kiwi e ananas in bagno di arancia e marsala.
Il desinare sereno è raccontato da un Bianco d’Alcamo che invita l’acqua di fonte e il pane timido all’ascolto. I pensieri danzano al reggae di Bob Marley. Solitudo e pensiero di amici lontani q.b.

Pranzo dei racconti liberati

025 – 25 aprile 15

Pranzo dei racconti liberati.
Racconti brevi di parmigiano e pecorino sardo in ascolto silenzioso di vermouth bianco.
Commozione di orata e gamberoni in racconti di mari lontani e pinzimonio siciliano.
Terra di Sicilia raccontata in insalata fresca di lattuga, cetrioli e pomodorini.
Sapienza di fragole in racconti di venti primaverili.
Il bianco d’Umbria parla di terre e piogge e l’acqua racconta di se mentre il pane in pezzi induce alla bontà.
Ad occhi chiusi si ascolta la storia di un Marsala Superiore Targa 2003. Ci accarezza il suono raccontato di Philip Glass, serenità e libertà q.b.
Chiusura libera di un “bella ciao” dei Modena City Ramblers.

Pranzo della musica degli occhi

024 – 24 apr 15

Pranzo della musica degli occhi.
Flash mob di gnocchi di patate in coreografia di gorgonzola silenzioso e formaggi plaudenti.
Happening di colori in insalata dagli umori allegri.
L’acqua di fonte accompagna un Bianco d’Umbria di ammiccante sagacia e il pane si nutre di occhi e di mani. La musica di occhi di figlia sovrasta le nubi incombenti. Chiusura di fragole e panna in assenza di foto. Resto di nulla q.b

Pranzo delle abitudini ingannnate

022 – 20 apr 15

Pranzo delle abitudini ingannate.
Esilità di carota in cremosa attrazione di gorgonzola.
Salti di spaghetti in musica di asparagi selvatici e pomodorini con soffi di pepe nero.
Chiacchere soffuse di cuori di carciofo e piselli in ingresso di primavera.
Il bianco dei luoghi nostri si intrattiene con il cibo sotto le occhiate schive di acqua di fonte e i consigli del pane di casa.
Lo spessore musicato di Atom heart mother allontana il malessere. Solitudo di me e desiderio di esserci q.b.