Pranzo pacato del maggio ritrovato

107 – 3 maggio 2020

Pranzo pacato del maggio ritrovato

Brezza di mare in riso tranquillo alla pescatora e aromi speziati.

RItmi d’acqua in insalata sicula d’arance e finocchi.

Grani di sole in nespole agili dei pochi passi.

Amorevolezza di figlio in tiramisù dalle note delicate.

Si raccolgono storie liquide e dimenticate tra le intenzioni di un vino bianco di Sicilia e le speranze di un’acqua fresca di fonte mentre le note inglesi degli Smiths placano i pensieri di domani e i sorsi di moscato d’occidente.

Solitudo ordinata, aggettivi qualificatvi e luoghi da rivedere q.b.

Pranzo di chitarre per un amico

106 – Pranzo di chitarre per un amico

Accordi in toni maggiori in tocchi di pollo con zucchine, radicchio e spezie dei pressi
Bandiere rosse in insalata di finocchi, arance e cipolla tenera alla maniera siciliana.
Risate d’amici in insalata di polpo speziato.
È un bianco di Sicilia che racconta all’acqua di fonte storie di viaggi, fotografie e batteria, e di un uomo generoso che ascolta e parla mentre le chitarre di 4 Way Street di CSN&Y cantano e ridono.
Solitudo amara ed incontri a venire q.b.

Pranzo verde e bianco della brevità allungata

105 – 21 aprile 2020

Pranzo verde e bianco della brevità allungata

Arrendevolezza di tempo in risotto agli asparagi selvatici e animosità di pecorino romano.
Intrecci di ricordi amorosi in insalata bianca di finocchio alle erbe del luogo.
Senza un pane smanioso l’acqua di fonte si adagia sui racconti ebbri di un vino bianco siciliano e raccoglie il tono pacato delle note verdi dei Daughter.
Solitudo resistente e brevità d’ombra q.b.

Pranzo largo degli spazi silenziosi

104 – 18 aprile 2020

Pranzo largo degli spazi silenziosi
Visione di piazza in antipasto marcato di ricotta fresca, pepato tenero e olive verdi in condimento locale.
Eleganza di vuoti in giovani rigatoni in cadenza vegetale di radicchio e zucchine con esaltazione di funghi e pecorino romano.
Lamento d’assenze in insalata alata di finocchi, radicchio e olive.
Il Cerasuolo di Vittoria, disconnesso dalle celebrazioni della vita online, offre spunti di divertimento all’acqua fresca e al pane di forno a pietra rilassato e incurante dei frastuoni del web. Le onde sonore dei Twenty One Pilots s’incrociano con i desideri e i pensieri peccaminosi.
Solitudo maestra e vastità d’intenti q.b.

Pranzo fermo del passaggio oltre

098 – 18 aprile 2019

Pranzo fermo del passaggio oltre

Incontro con il sé in antipasto di formaggi dei luoghi vicini e polpettine di tonno e ricotta in panatura speziata

Passaggio d’occhi in fusilli al pesce spada e gamberetti con sottolineature di pomodoro e menta.

Linearità d’orizzonti di un tempo in insalata di finocchi, spinaci, radicchio e mele con allegria di condimento.

Aritmia di passi da seguire in freschezza di fragole in eterna dolcezza.

L’acqua fresca di fonte scivola sotto gli occhi attenti di un Bianco di Nera frizzante e giocoso e le note indisciplinate dei Doors agevolano voli e passaggi di tempo e di pensieri.

Solitudo salutare, passioni e ritorni a capo q.b.

Pranzo da cena del recupero delle idee

096 – 6 marzo 2019

Pranzo da cena del recupero delle idee

Assiomi di sé in antipasto bianco di ricotta fresca, formaggi dei luoghi e olive con corollario al miele.
Eremi di pensieri in insalata di pollo, arance e verdure con sorpresa al mandarino.
Rimembranze dell’ieri in patate al forno con solletico di cipolle e rosmarino.
Aperture mentali in crostata alla ricotta di mani gentili.
La delicatezza d’animo dei visi serali si legge nei racconti rossi di un Lapilli del Murgo e negli occhi acquietati di un’acqua di fonte che riscaldano i desideri intatti del pane di casa. I pensieri si alleggeriscono nei ricordi e nelle note amabili di Philip Glass.
Solitudo temperata, pensieri recuperati e tepore d’aria q.b.

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

089 – 26 novembre 2018

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

Gorgoglî di tempo in raccoglimento di risotto alla crema di zucca gialla e spezie dorate.

Chiarezza d’imago in insalata orchestrata di verdure e mela ai condimenti dei pressi.

Tocco di giusto in agrumi di stagione degli sguardi vicini.

Volo sfrenato in vortice di babà con panna e goduria.

Verità veduta in bicchiere di rosolio d’alloro delle mani che si nutrono.

E’ da un cielo ribelle che si domina la valle dei pensieri rinnovati da un bianco del Sannio beneventano, mentre le note del Banco del Mutuo Soccorso rotolano tra l’ansia rivoluzionaria di una placida acqua di fonte e il desiderio ardito di un pane che ferve.

Solitudo da messere, silenzi dei movimenti e tratti di sé q.b. 

Pranzo azzurro del porto di mare

086 – 21 giu 2018

Pranzo azzurro del porto di mare

Accoglienza salmastra in marinatura di alici in olio e limone dei pressi.
Riparo di gusto in cottura di aguglie con pomodoro, cipolla e risate di peperoncino.
Cura di sé in sospiri d’insalata mediterranea.
Il pane di forno a legna, rapito dalla freschezza di un’acqua di fonte, brinda all’ormeggio sicuro di un bianco Alastro Planeta mentre le note di un Bob Dylan d’annata sospinge vele ed occhi verso una terra aperta al sole e alle barche.
Solitudo di porto e pietanze a venire q.b.

Pranzo del maggio ordinario

085 – 9 maggio 2018

Pranzo del maggio ordinario

Risveglio di gusti decisi in incontro di fave fresche, crescenza e tocchi di parmigiano reggiano di stagionatura ferma.
Raccolta di frammenti del sè in fiorentina dormiente di lenta cottura e cuore tenero.
Respiri di maggio in insalata breve
Tocchi di nudità in dolcezza di nespole dell’albero dei pressi.
Il rossore di un vino siciliano dai toni rassicuranti fa da sponda ai racconti maliziosi che un pane casareccio dirige con amore verso un’acqua fresca e giovane, il gusto del cibo danza con le note dei Morcheeba e due ricordi macchiati di rosso non vanno a morire nemmeno dopo quarant’anni.
Solitudo ordinaria e speranze di maggio q.b.

Pranzo sereno del ritorno a casa

082 – 2 gennaio 2018

Pranzo sereno del ritorno a casa

Accoglienza di casa in ricotta infornata dei pascoli vicini.
Sapori di terra e sangue in puntine di maiale ai ferri e danza di pomodori cuore di bue in insalata lenta.
Il pane morbido di forno a pietra sommerge di storie un’acqua limpida e attenta e il rosso di un vino dei luoghi noti colora i ricordi di incontri casuali e il nome scolpito a dar nome alla biblioteca di Pentedattilo. Le note lievi dei Cicarettes after sex danno spessore al gusto e alla memoria.
Solitudo acquietata e sorrisi a latere q.b