Pranzo fermo del passaggio oltre

098 – 18 aprile 2019

Pranzo fermo del passaggio oltre

Incontro con il sé in antipasto di formaggi dei luoghi vicini e polpettine di tonno e ricotta in panatura speziata

Passaggio d’occhi in fusilli al pesce spada e gamberetti con sottolineature di pomodoro e menta.

Linearità d’orizzonti di un tempo in insalata di finocchi, spinaci, radicchio e mele con allegria di condimento.

Aritmia di passi da seguire in freschezza di fragole in eterna dolcezza.

L’acqua fresca di fonte scivola sotto gli occhi attenti di un Bianco di Nera frizzante e giocoso e le note indisciplinate dei Doors agevolano voli e passaggi di tempo e di pensieri.

Solitudo salutare, passioni e ritorni a capo q.b.

Pranzo da cena del recupero delle idee

096 – 6 marzo 2019

Pranzo da cena del recupero delle idee

Assiomi di sé in antipasto bianco di ricotta fresca, formaggi dei luoghi e olive con corollario al miele.
Eremi di pensieri in insalata di pollo, arance e verdure con sorpresa al mandarino.
Rimembranze dell’ieri in patate al forno con solletico di cipolle e rosmarino.
Aperture mentali in crostata alla ricotta di mani gentili.
La delicatezza d’animo dei visi serali si legge nei racconti rossi di un Lapilli del Murgo e negli occhi acquietati di un’acqua di fonte che riscaldano i desideri intatti del pane di casa. I pensieri si alleggeriscono nei ricordi e nelle note amabili di Philip Glass.
Solitudo temperata, pensieri recuperati e tepore d’aria q.b.

Cena tenera dei sapori verdi

095 – 3 marzo 2019

Cena tenera dei sapori verdi

Richiami sinuosi in antipasto sorridente di olive verdi e pomodori secchi di casa.
Seduzione morbida in lasagne bianche con divertimenti di pistacchio di Bronte.
Arrendevolezza chiara in insalata di finocchi, arance e radicchio dai sapori locali.
Carezze nostrane in zeppole di riso con miele e cannella.

La storia tenera di un segreto d’animo raccoglie i sospiri di un’acqua fresca di fonte e gli occhi divertiti di un bianco d’assolate terre siciliane mentre le parole del pensare domano i suoni sferici di Alice Phoebe Lou.

Solitudo accantonata, regalo d’occhi e legami romani q.b.

Un grazie immenso a Miriam per i suggerimenti culinari e musicali.

Cena delle ombre di luna

093 – 19 febbraio 2019

Cena delle ombre di luna

Nebbia d’intenti in frittura di cavolfiore in pastella e ricotta fresca.
Ascolto d’ombre in “ripiddu nevicato”, riso al nero di seppia con nevicata di ricotta ed esplosione di pomodoro.
Concerto di sole e luna in insalata d’arance e finocchi al condimento siciliano.
Chiusura lenta in sorsi di rosolio d’alloro delle mani che scrivono.
È un incontro nel cielo pomeridiano il racconto posato che l’acqua fresca ascolta da un bianco Colomba Platino mentre il suono rapito dei brani delle Orme disegnano i volti di amici di ieri e di uomini di pezza.
Solitudo bianca e biancore di te q.b.

Cena del pensiero malinconico

092 – 17 febbraio 2019

Cena del pensiero malinconico

Imbrunire di parole in antipasto lento di pomodori secchi e tocchi di grana in miele d’acacia.
Sovrappensiero d’occhi fermi in risotto ai carciofi e salsiccia con tracce di pomodori secchi e parmigiano.
Ricordi circolari in contorno di lattuga e pomodoro ai sapori siciliani.
L’acqua fresca ascolta i racconti d’abbandono di un rosso frappato dai desideri lievi mentre il pensiero malinconico segue le note ventose dei Nine Horses in cerca di calma.
Solitudo raccolta e rabbie dimenticate q.b.

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

090 – 20 dicembre 2018

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

Ricordo d’occhi in riso venere vestito di purea di zucca gialla.
Loquacità di pensieri caldi in frittura d’ali di zucca con aceto dei pressi.
Sorrisi nascosti in unione di finocchi e arance alla maniera siciliana.
Freschezza d’idee in frutta di stagione dei luoghi vicini.
È un cataratto trapanese a deliziare di bianchi profumi le ardite storie d’amore che il pane di forno offre alla fresca acqua di fonte, silenziando i pensieri sotto le note azzurre di Paolo Conte.
Solitudo da scolpire e sorprese da pensare q.b.

Cena verde dell’intimità preziosa

088 – 16 novembre 2018

Cena verde dell’intimità preziosa

Arresto d’inquietudine in piccola insalata di avocado e gorgonzola di bufala al condimento delle eterne spezie.
Bramosia d’altri spazi in risotto mantecato ai cuori di carciofo e aromi di campagna.
Sorsi ad occhi chiusi d’allorino delle mani proprie.
È un bianco siciliano a regalare bianchi silenzi al pane e all’acqua in singolare amore mentre il ritmo piovano s’interseca con i suoni magiari di Gabor Szabo accarezzando il ricordo verde di una intimità preziosa.
Solitudo e grani di sorrisi q.b.

 

Cena cerulea delle trasparenze scalze

087 – 3 agosto 2018

Cena cerulea delle trasparenze scalze

Dissolvenza d’ansia in pepata di cozze alla siciliana.
Frammenti di sorrisi in grigliata di capone ai condimenti dei pressi.
Ricami di opacità caduca in piccola insalata di pomodori, capperi e spezie di pochi passi.
Il pane di casa raccoglie le orme sparse dall’acqua di fonte, il vino Corvo bianco emana ricordi trasparenti e pensieri esili ad intrecciare le invisibili note azzurre dei Mazzy Star.
Solitudo opportuna, legami d’altri e trasparenza nota q.b.

Pranzo azzurro del porto di mare

086 – 21 giu 2018

Pranzo azzurro del porto di mare

Accoglienza salmastra in marinatura di alici in olio e limone dei pressi.
Riparo di gusto in cottura di aguglie con pomodoro, cipolla e risate di peperoncino.
Cura di sé in sospiri d’insalata mediterranea.
Il pane di forno a legna, rapito dalla freschezza di un’acqua di fonte, brinda all’ormeggio sicuro di un bianco Alastro Planeta mentre le note di un Bob Dylan d’annata sospinge vele ed occhi verso una terra aperta al sole e alle barche.
Solitudo di porto e pietanze a venire q.b.

Pranzo del maggio ordinario

085 – 9 maggio 2018

Pranzo del maggio ordinario

Risveglio di gusti decisi in incontro di fave fresche, crescenza e tocchi di parmigiano reggiano di stagionatura ferma.
Raccolta di frammenti del sè in fiorentina dormiente di lenta cottura e cuore tenero.
Respiri di maggio in insalata breve
Tocchi di nudità in dolcezza di nespole dell’albero dei pressi.
Il rossore di un vino siciliano dai toni rassicuranti fa da sponda ai racconti maliziosi che un pane casareccio dirige con amore verso un’acqua fresca e giovane, il gusto del cibo danza con le note dei Morcheeba e due ricordi macchiati di rosso non vanno a morire nemmeno dopo quarant’anni.
Solitudo ordinaria e speranze di maggio q.b.