Cena aperta degli affetti stretti

097 – 16 marzo 2019

Cena aperta degli affetti stretti

Assolo di sé in insalata piccola di pomodoro datterino, olive e finocchio alle spezie dei pressi.
Intensità di dialoghi in patate al forno con intarsi di carciofi e salsiccia e carezze di foglie di menta.
Silenzio d’occhi in frittura ultima di zucca gialla all’aceto.
C’è la birra artigianale Criata a cantare racconti di amori e d’affetti intensi ad un’acqua di fonte rilassata e attenta mentre le note fulgenti della musica di John Zorn si attardano nel pensare e nell’agire consueto degli affetti stretti.
Solitudo amata ed inverni a finire q.b.

Cena tenera dei sapori verdi

095 – 3 marzo 2019

Cena tenera dei sapori verdi

Richiami sinuosi in antipasto sorridente di olive verdi e pomodori secchi di casa.
Seduzione morbida in lasagne bianche con divertimenti di pistacchio di Bronte.
Arrendevolezza chiara in insalata di finocchi, arance e radicchio dai sapori locali.
Carezze nostrane in zeppole di riso con miele e cannella.

La storia tenera di un segreto d’animo raccoglie i sospiri di un’acqua fresca di fonte e gli occhi divertiti di un bianco d’assolate terre siciliane mentre le parole del pensare domano i suoni sferici di Alice Phoebe Lou.

Solitudo accantonata, regalo d’occhi e legami romani q.b.

Un grazie immenso a Miriam per i suggerimenti culinari e musicali.

Cena delle ombre di luna

093 – 19 febbraio 2019

Cena delle ombre di luna

Nebbia d’intenti in frittura di cavolfiore in pastella e ricotta fresca.
Ascolto d’ombre in “ripiddu nevicato”, riso al nero di seppia con nevicata di ricotta ed esplosione di pomodoro.
Concerto di sole e luna in insalata d’arance e finocchi al condimento siciliano.
Chiusura lenta in sorsi di rosolio d’alloro delle mani che scrivono.
È un incontro nel cielo pomeridiano il racconto posato che l’acqua fresca ascolta da un bianco Colomba Platino mentre il suono rapito dei brani delle Orme disegnano i volti di amici di ieri e di uomini di pezza.
Solitudo bianca e biancore di te q.b.

Cena del pensiero malinconico

092 – 17 febbraio 2019

Cena del pensiero malinconico

Imbrunire di parole in antipasto lento di pomodori secchi e tocchi di grana in miele d’acacia.
Sovrappensiero d’occhi fermi in risotto ai carciofi e salsiccia con tracce di pomodori secchi e parmigiano.
Ricordi circolari in contorno di lattuga e pomodoro ai sapori siciliani.
L’acqua fresca ascolta i racconti d’abbandono di un rosso frappato dai desideri lievi mentre il pensiero malinconico segue le note ventose dei Nine Horses in cerca di calma.
Solitudo raccolta e rabbie dimenticate q.b.

Cena del ricovero del tempo

091 – 13 feb 2019

Cena del ricovero del tempo

Selezione d’attimi gustosi in tocchi di grana padano e crema piccante d’avocado su crostini festosi.

Recinto di ricordi e pensieri in risotto alla zucca gialla e pancetta con spezie allegre dei pressi.

Il bianco inzolia assolato di Sicilia discute con la fresca acqua di fonte di scuola e d’amicizia mentre le note eleganti di David Sylvian incrociano il pensiero lieve di occhi limpidi e visi freschi di una quinta classe che ha preso dimora a sud nel cuore ormai da tempo.

Solitudo fugace ed esami a venire q.b.

Cena verde dell’intimità preziosa

088 – 16 novembre 2018

Cena verde dell’intimità preziosa

Arresto d’inquietudine in piccola insalata di avocado e gorgonzola di bufala al condimento delle eterne spezie.
Bramosia d’altri spazi in risotto mantecato ai cuori di carciofo e aromi di campagna.
Sorsi ad occhi chiusi d’allorino delle mani proprie.
È un bianco siciliano a regalare bianchi silenzi al pane e all’acqua in singolare amore mentre il ritmo piovano s’interseca con i suoni magiari di Gabor Szabo accarezzando il ricordo verde di una intimità preziosa.
Solitudo e grani di sorrisi q.b.

 

Cena cerulea delle trasparenze scalze

087 – 3 agosto 2018

Cena cerulea delle trasparenze scalze

Dissolvenza d’ansia in pepata di cozze alla siciliana.
Frammenti di sorrisi in grigliata di capone ai condimenti dei pressi.
Ricami di opacità caduca in piccola insalata di pomodori, capperi e spezie di pochi passi.
Il pane di casa raccoglie le orme sparse dall’acqua di fonte, il vino Corvo bianco emana ricordi trasparenti e pensieri esili ad intrecciare le invisibili note azzurre dei Mazzy Star.
Solitudo opportuna, legami d’altri e trasparenza nota q.b.

Cena pacata del respiro che si avvita

084 – 24 marzo 2018

Cena pacata del respiro che si avvita

Legami d’amore in antipasto adulto di culatello di terre lontane e ricotta fresca di pecore locali con solletico d’olive in giardiniera.

Respiri d’altri luoghi in risotto alla zucca e amaretti con complicità di spezie danzanti.

Amore di sè in pera cotta al vino rosso e profumi speziati d’arancia.

Il pane cotto in forno a pietra si accosta all’acqua fresca di fonte per ascoltare il suono bianco di un Alcamo pieno di sole mentre altri suoni avvitano respiri e parole che dondolano tra i pensieri e i Rolling Stones.

Solitudo di primavera e visione di lei q.b.

Piccola cena limpida del cervello in fuga

081 – 14 agosto 2017

Piccola cena limpida del cervello in fuga

Fugacità di pensieri in pollo alle mandorle e zenzero con variante dai sapori mediterranei e biancore di riso basmati.

Assenza di radici in insalata di pomodoro e cipolla rossa di Tropea con inserti di trito aromatico dei passi brevi.

Allontanamento da sè in rosolio all’alloro delle mani che respirano.

Il pane di forno vicino s’immerge in dialoghi senza parole con l’acqua allegra e distante il tempo di uno sguardo, il prosecco di Valdobbiadene conserva la voglia di andare lontano in un’estate d’attese e fotografie in mostra, le note ondeggianti dei Cluster ricordano navi in partenza e cervelli in fuga.

Solitudo assestata, assenza di sale e volo d’aquila ferita q.b.

Cena del ricordo del sè

064 – 5 maggio 16

Cena del ricordo del sè

Arrendevolezza di verde in eleganza di trofie in dialogo di asparagi selvatici e spinaci con commenti di ricotta salata.
Biancore di ricordi in insalata colorata con ventata di feta e mela e condimento semplice.
Un rosso Merlot affila le lame del ricordo mentre il pane esangue di casa ascolta un racconto di amori svuotati dell’acqua di fonte. La musica dei Nouvelle Vague si diffonde ironica sui ricordi del sè sbiadito e addormenta i sogni.
Solitudo e finestre sul mare q.b.