Piccola cena dell’anno che va via

Arrendevolezza d’occhi in risotto lieve al radicchio tardivo con capriole di salmone e scorze d’arance su inebrianza di prosecco.

Morbidezza d’intenti in shabu shabu di calamari su amplesso di pesto di basilico e salsa cruda di datterini con solletico di pinoli e menta.

Limpidezza di futuro anteriore in insalata sottile di spinaci, avocado, mela, carciofi e cuore di lattuga.

Delirio di pensieri in crema al cioccolato e amaretti.

L’acqua fresca di fonte dialoga silenziosa con il Prosecco di Valdobbiadene recitando i versi sparsi dell’agire consueto mentre l’amore ritrovato percorre le note di Bach andando incontro alle ore intonse del nuovo tempo.

Solitudo accompagnata, sorrisi d’anima e quietezza di gesti q.b.

Cena sola delle aspettative future

103 – 5 aprile 2020

Cena sola delle aspettative future

Ritorno in strada in tagliatelle con sugo di carne, zucchine, radicchio, pomodorini e spezie amiche

Incontro di volti in insalata allegra dal condimento sonoro.

Lezione colorata in crema pasticciera al bacio d’arancia.

È un Merlot pacato a raccontare storie di incontri e di sorrisi all’acqua di fonte e al pane di forno a pietra che ascoltano con occhi rapiti mentre il recente lungo brano di Bob Dylan riempie i vuoti e i silenzi.

Solitudo raccolta e sguardi in avanti q. b.

 

Cena sospesa delle cose a venire

100 – 18 giugno 2019

Cena sospesa delle cose a venire

Germogli d’idee in doratura di frittura di fiori di zucca con scamorza e pepe.

Apprensione d’esame imminente in insalata di polpo al sapore mediterraneo.

Anelli di nuovi pensieri in frittura serale di calamari.

Freschezza di tempo in insalata di pomodori e cipolla di Tropea al condimento siciliano.

Assenza di noia molesta in nudità di fragole al brandy e menta.

Ci si muove senza fretta coperti dalle note solide dei Cure mentre l’acqua fresca di fonte si lascia incantare dalle parole di forno di un pane di casa e un bianco Colomba Platino sorseggia pensieri e sorrisi di ricordi mentre incontra il tempo e le cose a venire.

Solitudo bianca, pelle sfiorata e muri scavalcati q.b.

Cena corta della solitudine raccolta

099 – 27 aprile 2019

Cena corta della solitudine raccolta

Unicità di gesti in minestra di primavera leggermente speziata.

Assenze diffuse in patate e cipolle al forno con condimenti del luogo.

Amor di sé in crema bianca con inserti di cannella e cioccolato fondente.

L’acqua fresca di fonte ascolta meravigliata la storia solitaria del pane che fa ritorno, il rosso La Segreta raccoglie pensieri e silenzi e li mesce tra le intenzioni nuove al suono della voce di Vinicio Capossela.

Solitudo raccolta e silenzi attorno q.b.

Cena aperta degli affetti stretti

097 – 16 marzo 2019

Cena aperta degli affetti stretti

Assolo di sé in insalata piccola di pomodoro datterino, olive e finocchio alle spezie dei pressi.
Intensità di dialoghi in patate al forno con intarsi di carciofi e salsiccia e carezze di foglie di menta.
Silenzio d’occhi in frittura ultima di zucca gialla all’aceto.
C’è la birra artigianale Criata a cantare racconti di amori e d’affetti intensi ad un’acqua di fonte rilassata e attenta mentre le note fulgenti della musica di John Zorn si attardano nel pensare e nell’agire consueto degli affetti stretti.
Solitudo amata ed inverni a finire q.b.

Cena tenera dei sapori verdi

095 – 3 marzo 2019

Cena tenera dei sapori verdi

Richiami sinuosi in antipasto sorridente di olive verdi e pomodori secchi di casa.
Seduzione morbida in lasagne bianche con divertimenti di pistacchio di Bronte.
Arrendevolezza chiara in insalata di finocchi, arance e radicchio dai sapori locali.
Carezze nostrane in zeppole di riso con miele e cannella.

La storia tenera di un segreto d’animo raccoglie i sospiri di un’acqua fresca di fonte e gli occhi divertiti di un bianco d’assolate terre siciliane mentre le parole del pensare domano i suoni sferici di Alice Phoebe Lou.

Solitudo accantonata, regalo d’occhi e legami romani q.b.

Un grazie immenso a Miriam per i suggerimenti culinari e musicali.

Cena delle ombre di luna

093 – 19 febbraio 2019

Cena delle ombre di luna

Nebbia d’intenti in frittura di cavolfiore in pastella e ricotta fresca.
Ascolto d’ombre in “ripiddu nevicato”, riso al nero di seppia con nevicata di ricotta ed esplosione di pomodoro.
Concerto di sole e luna in insalata d’arance e finocchi al condimento siciliano.
Chiusura lenta in sorsi di rosolio d’alloro delle mani che scrivono.
È un incontro nel cielo pomeridiano il racconto posato che l’acqua fresca ascolta da un bianco Colomba Platino mentre il suono rapito dei brani delle Orme disegnano i volti di amici di ieri e di uomini di pezza.
Solitudo bianca e biancore di te q.b.

Cena del pensiero malinconico

092 – 17 febbraio 2019

Cena del pensiero malinconico

Imbrunire di parole in antipasto lento di pomodori secchi e tocchi di grana in miele d’acacia.
Sovrappensiero d’occhi fermi in risotto ai carciofi e salsiccia con tracce di pomodori secchi e parmigiano.
Ricordi circolari in contorno di lattuga e pomodoro ai sapori siciliani.
L’acqua fresca ascolta i racconti d’abbandono di un rosso frappato dai desideri lievi mentre il pensiero malinconico segue le note ventose dei Nine Horses in cerca di calma.
Solitudo raccolta e rabbie dimenticate q.b.

Cena del ricovero del tempo

091 – 13 feb 2019

Cena del ricovero del tempo

Selezione d’attimi gustosi in tocchi di grana padano e crema piccante d’avocado su crostini festosi.

Recinto di ricordi e pensieri in risotto alla zucca gialla e pancetta con spezie allegre dei pressi.

Il bianco inzolia assolato di Sicilia discute con la fresca acqua di fonte di scuola e d’amicizia mentre le note eleganti di David Sylvian incrociano il pensiero lieve di occhi limpidi e visi freschi di una quinta classe che ha preso dimora a sud nel cuore ormai da tempo.

Solitudo fugace ed esami a venire q.b.

Cena verde dell’intimità preziosa

088 – 16 novembre 2018

Cena verde dell’intimità preziosa

Arresto d’inquietudine in piccola insalata di avocado e gorgonzola di bufala al condimento delle eterne spezie.
Bramosia d’altri spazi in risotto mantecato ai cuori di carciofo e aromi di campagna.
Sorsi ad occhi chiusi d’allorino delle mani proprie.
È un bianco siciliano a regalare bianchi silenzi al pane e all’acqua in singolare amore mentre il ritmo piovano s’interseca con i suoni magiari di Gabor Szabo accarezzando il ricordo verde di una intimità preziosa.
Solitudo e grani di sorrisi q.b.