Pranzo fermo del passaggio oltre

098 – 18 aprile 2019

Pranzo fermo del passaggio oltre

Incontro con il sé in antipasto di formaggi dei luoghi vicini e polpettine di tonno e ricotta in panatura speziata

Passaggio d’occhi in fusilli al pesce spada e gamberetti con sottolineature di pomodoro e menta.

Linearità d’orizzonti di un tempo in insalata di finocchi, spinaci, radicchio e mele con allegria di condimento.

Aritmia di passi da seguire in freschezza di fragole in eterna dolcezza.

L’acqua fresca di fonte scivola sotto gli occhi attenti di un Bianco di Nera frizzante e giocoso e le note indisciplinate dei Doors agevolano voli e passaggi di tempo e di pensieri.

Solitudo salutare, passioni e ritorni a capo q.b.

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

090 – 20 dicembre 2018

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

Ricordo d’occhi in riso venere vestito di purea di zucca gialla.
Loquacità di pensieri caldi in frittura d’ali di zucca con aceto dei pressi.
Sorrisi nascosti in unione di finocchi e arance alla maniera siciliana.
Freschezza d’idee in frutta di stagione dei luoghi vicini.
È un cataratto trapanese a deliziare di bianchi profumi le ardite storie d’amore che il pane di forno offre alla fresca acqua di fonte, silenziando i pensieri sotto le note azzurre di Paolo Conte.
Solitudo da scolpire e sorprese da pensare q.b.

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

089 – 26 novembre 2018

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

Gorgoglî di tempo in raccoglimento di risotto alla crema di zucca gialla e spezie dorate.

Chiarezza d’imago in insalata orchestrata di verdure e mela ai condimenti dei pressi.

Tocco di giusto in agrumi di stagione degli sguardi vicini.

Volo sfrenato in vortice di babà con panna e goduria.

Verità veduta in bicchiere di rosolio d’alloro delle mani che si nutrono.

E’ da un cielo ribelle che si domina la valle dei pensieri rinnovati da un bianco del Sannio beneventano, mentre le note del Banco del Mutuo Soccorso rotolano tra l’ansia rivoluzionaria di una placida acqua di fonte e il desiderio ardito di un pane che ferve.

Solitudo da messere, silenzi dei movimenti e tratti di sé q.b. 

Pranzo del maggio ordinario

085 – 9 maggio 2018

Pranzo del maggio ordinario

Risveglio di gusti decisi in incontro di fave fresche, crescenza e tocchi di parmigiano reggiano di stagionatura ferma.
Raccolta di frammenti del sè in fiorentina dormiente di lenta cottura e cuore tenero.
Respiri di maggio in insalata breve
Tocchi di nudità in dolcezza di nespole dell’albero dei pressi.
Il rossore di un vino siciliano dai toni rassicuranti fa da sponda ai racconti maliziosi che un pane casareccio dirige con amore verso un’acqua fresca e giovane, il gusto del cibo danza con le note dei Morcheeba e due ricordi macchiati di rosso non vanno a morire nemmeno dopo quarant’anni.
Solitudo ordinaria e speranze di maggio q.b.

Pranzo del desiderio vulnerabile

079 – 24 luglio 2017

Pranzo del desiderio vulnerabile

Agganci siculi in grigliata di peperoni in olio e limone.

Sospensione d’idee in pauro alla griglia e sapori liquidi di terra dei pressi.

Visione ermetica in insalata mediterranea con abbracci di feta.

Respiri di novità in tocchi rossi di anguria fredda.

Il pane di casa riaffiora dal torpore e offre all’acqua di fonte desideri e trame d’amore mentre il bianco del vino dei luoghi vicini protegge dai risvolti taglienti della vita un desiderio vulnerabile rimasto indifeso. I brani di Brunori Sas coprono tristezze e polveri del giorno prima.

Solitudo e alunni dispersi q.b.

Pranzo delle storie vissute

062 – 13 aprile 16

Pranzo delle storie vissute

Apertura di sogni in peperoni arrostiti e sussurro di menta.
Racconti sommersi in recitazione di couscous alle verdure con scenografia di spezie su tormenti di patate e carote.
Scrittura di se in insalata mediterranea con citazioni di grecità in feta e olive e condimento dei luoghi amici.
Divertimento di fragole con scherzi d’arancia e menta.
L’acqua di fonte e il pane casareccio si raccontano i sogni della notte e un bianco grillo di Sicilia racconta di soli e di venti mentre le note raccolte di David Bowie disegnano spazi vaghi e lontani nel caldo estivo di una primavera capricciosa.
Solitudo sorridente, accordi di chitarra e storie da vivere q.b.

(Parte delle verdure utilizzate provengono dall’Orto dei Semplici del Liceo Regina Elena di Acireale)

Pranzo in C

061 – 3 aprile 16

Pranzo in C

Ouverture di note vive in lonza di maiale al marsala e all’arancia con accompagnamento empatico di spezie aromatiche.
Sicilianità assolata in insalata di limoni e menta al condimento dei luoghi amati.
Esaltazione di dolcezza in macedonia di kiwi e verde al peperoncino e rosolio d’alloro.
Il pane di forno a legna ascolta ammirato le note ripetitive e creative di “in C” di Terry Riley mentre l’acqua accenna una danza ritmata. Il bianco Planeta risveglia gusto e armonia, e una fresca spremuta di arancia chiude il concerto.
Solitudo, tepore d’aprile e voglia di suonare q.b.

Pranzo della calma apparente

060 – 24 marzo 16

Pranzo della calma apparente

Assenza di venti in groviglio di trofie fresche con carne di maiale, carciofi, pomodori secchi e pizzica di spezie.
Calma d’animo in raccoglimento d’insalata di verdure e mele con gocciolío di semi e condimento dei luoghi noti.
Delizia d’arancia dei pressi in spremuta profumata.
L’acqua di fonte annusa gli odori e i sorrisi di un pane di forno a pietra e un Cerasuolo di Vittoria allarga il suo rosso alle promesse di un sole che illumina e riscalda come le noti morbide di Vinicio Capossela.
Il verde intenso del rosolio all’alloro ripone speranze e riapre le porte.
Solitudo nascosta e vuoti a perdere q.b.

Pranzo degli elementi ridenti

056 – 4 marzo 16

Pranzo degli elementi ridenti

Luminosità di mare in fusilli al gioco di tonno e pomodoro con spezie divertite.
Curiosità di terra in incontro di avocado e feta ai coriandoli di pepe.
Richiamo di Sicilia in tarocchi delle terre assolate.
L’acqua di una fonte d’acqua si dilunga in sguardi con il pane di fuoco di legna e il rosso d’Etna ricorda armonie di gusto nell’aria muta all’ascolto delle note ariose dei Genesis.
Solitudo terrosa e brezza di mare senza trivelle q.b.

Pranzo del desiderio scavato

055 – 2 marzo 16

Pranzo del desiderio scavato

Assonanza di sogni in strozzapreti audaci con funghi, pomodorino e verza e desideri piccanti di spezie serene.
Legame d’odori in insalata pepata d’arance e finocchi dei pressi.
Arrendevolezza di gusto in spremuta d’arance siciliane e succose.
Il pane di casa e l’acqua fresca intrecciano desideri lontani mentre il rosso d’Etna scava negli occhi la voglia d’amare delle note lievi di Curtains dei Tindersticks.
Solitudo blu e pensieri vaganti q.b.