Cena delle ombre di luna

093 –

Cena delle ombre di luna

Nebbia d’intenti in frittura di cavolfiore in pastella e ricotta fresca.
Ascolto d’ombre in “ripiddu nevicato”, riso al nero di seppia con nevicata di ricotta ed esplosione di pomodoro.
Concerto di sole e luna in insalata d’arance e finocchi al condimento siciliano.
Chiusura lenta in sorsi di rosolio d’alloro delle mani che scrivono.
È un incontro nel cielo pomeridiano il racconto posato che l’acqua fresca ascolta da un bianco Colomba Platino mentre il suono rapito dei brani delle Orme disegnano i volti di amici di ieri e di uomini di pezza.
Solitudo bianca e biancore di te q.b.

Cena del pensiero malinconico

092 – 17 febbraio 2019

Cena del pensiero malinconico

Imbrunire di parole in antipasto lento di pomodori secchi e tocchi di grana in miele d’acacia.
Sovrappensiero d’occhi fermi in risotto ai carciofi e salsiccia con tracce di pomodori secchi e parmigiano.
Ricordi circolari in contorno di lattuga e pomodoro ai sapori siciliani.
L’acqua fresca ascolta i racconti d’abbandono di un rosso frappato dai desideri lievi mentre il pensiero malinconico segue le note ventose dei Nine Horses in cerca di calma.
Solitudo raccolta e rabbie dimenticate q.b.

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

090 – 20 dicembre 2018

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

Ricordo d’occhi in riso venere vestito di purea di zucca gialla.
Loquacità di pensieri caldi in frittura d’ali di zucca con aceto dei pressi.
Sorrisi nascosti in unione di finocchi e arance alla maniera siciliana.
Freschezza d’idee in frutta di stagione dei luoghi vicini.
È un cataratto trapanese a deliziare di bianchi profumi le ardite storie d’amore che il pane di forno offre alla fresca acqua di fonte, silenziando i pensieri sotto le note azzurre di Paolo Conte.
Solitudo da scolpire e sorprese da pensare q.b.

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

089 – 26 novembre 2018

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

Gorgoglî di tempo in raccoglimento di risotto alla crema di zucca gialla e spezie dorate.

Chiarezza d’imago in insalata orchestrata di verdure e mela ai condimenti dei pressi.

Tocco di giusto in agrumi di stagione degli sguardi vicini.

Volo sfrenato in vortice di babà con panna e goduria.

Verità veduta in bicchiere di rosolio d’alloro delle mani che si nutrono.

E’ da un cielo ribelle che si domina la valle dei pensieri rinnovati da un bianco del Sannio beneventano, mentre le note del Banco del Mutuo Soccorso rotolano tra l’ansia rivoluzionaria di una placida acqua di fonte e il desiderio ardito di un pane che ferve.

Solitudo da messere, silenzi dei movimenti e tratti di sé q.b. 

Cena verde dell’intimità preziosa

088 – 16 novembre 2018

Cena verde dell’intimità preziosa

Arresto d’inquietudine in piccola insalata di avocado e gorgonzola di bufala al condimento delle eterne spezie.
Bramosia d’altri spazi in risotto mantecato ai cuori di carciofo e aromi di campagna.
Sorsi ad occhi chiusi d’allorino delle mani proprie.
È un bianco siciliano a regalare bianchi silenzi al pane e all’acqua in singolare amore mentre il ritmo piovano s’interseca con i suoni magiari di Gabor Szabo accarezzando il ricordo verde di una intimità preziosa.
Solitudo e grani di sorrisi q.b.

 

Cena cerulea delle trasparenze scalze

087 – 3 agosto 2018

Cena cerulea delle trasparenze scalze

Dissolvenza d’ansia in pepata di cozze alla siciliana.
Frammenti di sorrisi in grigliata di capone ai condimenti dei pressi.
Ricami di opacità caduca in piccola insalata di pomodori, capperi e spezie di pochi passi.
Il pane di casa raccoglie le orme sparse dall’acqua di fonte, il vino Corvo bianco emana ricordi trasparenti e pensieri esili ad intrecciare le invisibili note azzurre dei Mazzy Star.
Solitudo opportuna, legami d’altri e trasparenza nota q.b.

Pranzo azzurro del porto di mare

086 – 21 giu 2018

Pranzo azzurro del porto di mare

Accoglienza salmastra in marinatura di alici in olio e limone dei pressi.
Riparo di gusto in cottura di aguglie con pomodoro, cipolla e risate di peperoncino.
Cura di sé in sospiri d’insalata mediterranea.
Il pane di forno a legna, rapito dalla freschezza di un’acqua di fonte, brinda all’ormeggio sicuro di un bianco Alastro Planeta mentre le note di un Bob Dylan d’annata sospinge vele ed occhi verso una terra aperta al sole e alle barche.
Solitudo di porto e pietanze a venire q.b.

Pranzo del maggio ordinario

085 – 9 maggio 2018

Pranzo del maggio ordinario

Risveglio di gusti decisi in incontro di fave fresche, crescenza e tocchi di parmigiano reggiano di stagionatura ferma.
Raccolta di frammenti del sè in fiorentina dormiente di lenta cottura e cuore tenero.
Respiri di maggio in insalata breve
Tocchi di nudità in dolcezza di nespole dell’albero dei pressi.
Il rossore di un vino siciliano dai toni rassicuranti fa da sponda ai racconti maliziosi che un pane casareccio dirige con amore verso un’acqua fresca e giovane, il gusto del cibo danza con le note dei Morcheeba e due ricordi macchiati di rosso non vanno a morire nemmeno dopo quarant’anni.
Solitudo ordinaria e speranze di maggio q.b.

Pranzo sereno del ritorno a casa

082 – 2 gennaio 2018

Pranzo sereno del ritorno a casa

Accoglienza di casa in ricotta infornata dei pascoli vicini.
Sapori di terra e sangue in puntine di maiale ai ferri e danza di pomodori cuore di bue in insalata lenta.
Il pane morbido di forno a pietra sommerge di storie un’acqua limpida e attenta e il rosso di un vino dei luoghi noti colora i ricordi di incontri casuali e il nome scolpito a dar nome alla biblioteca di Pentedattilo. Le note lievi dei Cicarettes after sex danno spessore al gusto e alla memoria.
Solitudo acquietata e sorrisi a latere q.b

Piccola cena limpida del cervello in fuga

081 – 14 agosto 2017

Piccola cena limpida del cervello in fuga

Fugacità di pensieri in pollo alle mandorle e zenzero con variante dai sapori mediterranei e biancore di riso basmati.

Assenza di radici in insalata di pomodoro e cipolla rossa di Tropea con inserti di trito aromatico dei passi brevi.

Allontanamento da sè in rosolio all’alloro delle mani che respirano.

Il pane di forno vicino s’immerge in dialoghi senza parole con l’acqua allegra e distante il tempo di uno sguardo, il prosecco di Valdobbiadene conserva la voglia di andare lontano in un’estate d’attese e fotografie in mostra, le note ondeggianti dei Cluster ricordano navi in partenza e cervelli in fuga.

Solitudo assestata, assenza di sale e volo d’aquila ferita q.b.