Cena sospesa delle cose a venire

100 – 18 giugno 2019

Cena sospesa delle cose a venire

Germogli d’idee in doratura di frittura di fiori di zucca con scamorza e pepe.

Apprensione d’esame imminente in insalata di polpo al sapore mediterraneo.

Anelli di nuovi pensieri in frittura serale di calamari.

Freschezza di tempo in insalata di pomodori e cipolla di Tropea al condimento siciliano.

Assenza di noia molesta in nudità di fragole al brandy e menta.

Ci si muove senza fretta coperti dalle note solide dei Cure mentre l’acqua fresca di fonte si lascia incantare dalle parole di forno di un pane di casa e un bianco Colomba Platino sorseggia pensieri e sorrisi di ricordi mentre incontra il tempo e le cose a venire.

Solitudo bianca, pelle sfiorata e muri scavalcati q.b.

Cena corta della solitudine raccolta

099 – 27 aprile 2019

Cena corta della solitudine raccolta

Unicità di gesti in minestra di primavera leggermente speziata.

Assenze diffuse in patate e cipolle al forno con condimenti del luogo.

Amor di sé in crema bianca con inserti di cannella e cioccolato fondente.

L’acqua fresca di fonte ascolta meravigliata la storia solitaria del pane che fa ritorno, il rosso La Segreta raccoglie pensieri e silenzi e li mesce tra le intenzioni nuove al suono della voce di Vinicio Capossela.

Solitudo raccolta e silenzi attorno q.b.

Pranzo fermo del passaggio oltre

098 – 18 aprile 2019

Pranzo fermo del passaggio oltre

Incontro con il sé in antipasto di formaggi dei luoghi vicini e polpettine di tonno e ricotta in panatura speziata

Passaggio d’occhi in fusilli al pesce spada e gamberetti con sottolineature di pomodoro e menta.

Linearità d’orizzonti di un tempo in insalata di finocchi, spinaci, radicchio e mele con allegria di condimento.

Aritmia di passi da seguire in freschezza di fragole in eterna dolcezza.

L’acqua fresca di fonte scivola sotto gli occhi attenti di un Bianco di Nera frizzante e giocoso e le note indisciplinate dei Doors agevolano voli e passaggi di tempo e di pensieri.

Solitudo salutare, passioni e ritorni a capo q.b.

Pranzo da cena del recupero delle idee

096 – 6 marzo 2019

Pranzo da cena del recupero delle idee

Assiomi di sé in antipasto bianco di ricotta fresca, formaggi dei luoghi e olive con corollario al miele.
Eremi di pensieri in insalata di pollo, arance e verdure con sorpresa al mandarino.
Rimembranze dell’ieri in patate al forno con solletico di cipolle e rosmarino.
Aperture mentali in crostata alla ricotta di mani gentili.
La delicatezza d’animo dei visi serali si legge nei racconti rossi di un Lapilli del Murgo e negli occhi acquietati di un’acqua di fonte che riscaldano i desideri intatti del pane di casa. I pensieri si alleggeriscono nei ricordi e nelle note amabili di Philip Glass.
Solitudo temperata, pensieri recuperati e tepore d’aria q.b.

Cena tenera dei sapori verdi

095 – 3 marzo 2019

Cena tenera dei sapori verdi

Richiami sinuosi in antipasto sorridente di olive verdi e pomodori secchi di casa.
Seduzione morbida in lasagne bianche con divertimenti di pistacchio di Bronte.
Arrendevolezza chiara in insalata di finocchi, arance e radicchio dai sapori locali.
Carezze nostrane in zeppole di riso con miele e cannella.

La storia tenera di un segreto d’animo raccoglie i sospiri di un’acqua fresca di fonte e gli occhi divertiti di un bianco d’assolate terre siciliane mentre le parole del pensare domano i suoni sferici di Alice Phoebe Lou.

Solitudo accantonata, regalo d’occhi e legami romani q.b.

Un grazie immenso a Miriam per i suggerimenti culinari e musicali.

Pranzo cauto del pensare bene

094 – 24 febbraio 2019

Pranzo cauto del pensare bene

Sopralluogo mentale in zuppa breve di farro e lenticchie con ortaggi locali.
Coriandoli di sinapsi in salsiccia di suino dei Nebrodi al finocchietto selvatico e accorgimenti di cauliceddi di campagna.
Lucidità di pensiero dolce in zeppole di riso al miele d’acacia.
Sorsi di idee nuove in rosolio al caffè di mani amiche.
Il cerasuolo di Vittoria brinda allegro alle frasi ragionate che l’acqua fresca prepara per tempo mentre i Tinderstiks offrono suoni e parole da far circolare nella mente e nel cuore.
Solitudo senza carnevali e briciole di ricordi q.b.

Cena delle ombre di luna

093 – 19 febbraio 2019

Cena delle ombre di luna

Nebbia d’intenti in frittura di cavolfiore in pastella e ricotta fresca.
Ascolto d’ombre in “ripiddu nevicato”, riso al nero di seppia con nevicata di ricotta ed esplosione di pomodoro.
Concerto di sole e luna in insalata d’arance e finocchi al condimento siciliano.
Chiusura lenta in sorsi di rosolio d’alloro delle mani che scrivono.
È un incontro nel cielo pomeridiano il racconto posato che l’acqua fresca ascolta da un bianco Colomba Platino mentre il suono rapito dei brani delle Orme disegnano i volti di amici di ieri e di uomini di pezza.
Solitudo bianca e biancore di te q.b.

Cena del pensiero malinconico

092 – 17 febbraio 2019

Cena del pensiero malinconico

Imbrunire di parole in antipasto lento di pomodori secchi e tocchi di grana in miele d’acacia.
Sovrappensiero d’occhi fermi in risotto ai carciofi e salsiccia con tracce di pomodori secchi e parmigiano.
Ricordi circolari in contorno di lattuga e pomodoro ai sapori siciliani.
L’acqua fresca ascolta i racconti d’abbandono di un rosso frappato dai desideri lievi mentre il pensiero malinconico segue le note ventose dei Nine Horses in cerca di calma.
Solitudo raccolta e rabbie dimenticate q.b.

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

090 – 20 dicembre 2018

Pranzo colorato del pensiero sorpreso

Ricordo d’occhi in riso venere vestito di purea di zucca gialla.
Loquacità di pensieri caldi in frittura d’ali di zucca con aceto dei pressi.
Sorrisi nascosti in unione di finocchi e arance alla maniera siciliana.
Freschezza d’idee in frutta di stagione dei luoghi vicini.
È un cataratto trapanese a deliziare di bianchi profumi le ardite storie d’amore che il pane di forno offre alla fresca acqua di fonte, silenziando i pensieri sotto le note azzurre di Paolo Conte.
Solitudo da scolpire e sorprese da pensare q.b.

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

089 – 26 novembre 2018

Pranzo ribelle di ciò che si vede è

Gorgoglî di tempo in raccoglimento di risotto alla crema di zucca gialla e spezie dorate.

Chiarezza d’imago in insalata orchestrata di verdure e mela ai condimenti dei pressi.

Tocco di giusto in agrumi di stagione degli sguardi vicini.

Volo sfrenato in vortice di babà con panna e goduria.

Verità veduta in bicchiere di rosolio d’alloro delle mani che si nutrono.

E’ da un cielo ribelle che si domina la valle dei pensieri rinnovati da un bianco del Sannio beneventano, mentre le note del Banco del Mutuo Soccorso rotolano tra l’ansia rivoluzionaria di una placida acqua di fonte e il desiderio ardito di un pane che ferve.

Solitudo da messere, silenzi dei movimenti e tratti di sé q.b.