Cena del pensiero malinconico

092 – 17 febbraio 2019

Cena del pensiero malinconico

Imbrunire di parole in antipasto lento di pomodori secchi e tocchi di grana in miele d’acacia.
Sovrappensiero d’occhi fermi in risotto ai carciofi e salsiccia con tracce di pomodori secchi e parmigiano.
Ricordi circolari in contorno di lattuga e pomodoro ai sapori siciliani.
L’acqua fresca ascolta i racconti d’abbandono di un rosso frappato dai desideri lievi mentre il pensiero malinconico segue le note ventose dei Nine Horses in cerca di calma.
Solitudo raccolta e rabbie dimenticate q.b.

Pranzo del maggio ordinario

085 – 9 maggio 2018

Pranzo del maggio ordinario

Risveglio di gusti decisi in incontro di fave fresche, crescenza e tocchi di parmigiano reggiano di stagionatura ferma.
Raccolta di frammenti del sè in fiorentina dormiente di lenta cottura e cuore tenero.
Respiri di maggio in insalata breve
Tocchi di nudità in dolcezza di nespole dell’albero dei pressi.
Il rossore di un vino siciliano dai toni rassicuranti fa da sponda ai racconti maliziosi che un pane casareccio dirige con amore verso un’acqua fresca e giovane, il gusto del cibo danza con le note dei Morcheeba e due ricordi macchiati di rosso non vanno a morire nemmeno dopo quarant’anni.
Solitudo ordinaria e speranze di maggio q.b.

Pranzo sereno del ritorno a casa

082 – 2 gennaio 2018

Pranzo sereno del ritorno a casa

Accoglienza di casa in ricotta infornata dei pascoli vicini.
Sapori di terra e sangue in puntine di maiale ai ferri e danza di pomodori cuore di bue in insalata lenta.
Il pane morbido di forno a pietra sommerge di storie un’acqua limpida e attenta e il rosso di un vino dei luoghi noti colora i ricordi di incontri casuali e il nome scolpito a dar nome alla biblioteca di Pentedattilo. Le note lievi dei Cicarettes after sex danno spessore al gusto e alla memoria.
Solitudo acquietata e sorrisi a latere q.b

Pranzo sornione dell’io orbitante

078 – 15 aprile 2017

Pranzo sornione dell’io orbitante

 

Regalità di sapori in peperoni in agrodolce con uvetta e concerto di erbe aromatiche.

Serendipità leggera in olive verdi condite.

Legami di sé in incontro di arance e finocchi con menta e prezzemolo e vivacità di spezie.

Carezze di sole in tocchi di patate al condimento siculo.

Tocco di fragole in arrendevole semplicità.

Il vino dei luoghi vicini s’inebria delle storie sagaci che un pane caldo di forno racconta alla fresca liquidità dell’acqua di fonte, le musiche ardenti di Astor Piazzolla danzano con i ricordi e i desideri e lasciano tracce di un io orbitante e sornione..

Solitudo stretta e foto a venire q.b.

Pranzo della solidità del terzo principio della dinamica

074 – 29 gennaio 2017

Pranzo della solidità del terzo principio della dinamica

Azioni a distanza in lessatura di patate con crema al gorgonzola.

Robustezza dinamica in reazione di bistecca ai ferri in bagno d’olio e spezie.

Carezze di fisica newtoniana in equilibrio di sapori d’arancia, finocchio e cipollina fresca.

Eleganza di sapori in quanti di peperoni in agrodolce con orbite d’uvetta e tostatura di pane.

Un Cerasuolo di Vittoria dall’aria rilassata si gode la discussione amabile sul terzo principio della dinamica tra un caldo pane dei pressi e una fresca acqua di fonte mentre i sorrisi di violino dei concerti di Bach s’insinuano tra ricordi lontani e pensieri vicini.

Solitudo radente e passeggiate sotto la pioggia q.b.

Pranzo semplice del canto terreno

072 – 5 gennaio 2017

Pranzo semplice del canto terreno

Decantazione del caos interiore in bruschette di pane di casa e salsa d’avocado con sussurri piccanti.

Sapore cruento di vita abbandonata in bistecca alla brace affogata nel vino ed esaltazione di spezie.

Sapienza di vita contadina in insalata aromatica di arance, finocchi e cipollina fresca.

Il vino rosso di un’Etna innevata accompagna caloroso il dialogo interiore di un’acqua di fonte dimessa mentre il pane di casa osserva con occhi invernali i timidi raggi del sole gentile, le note consumate e terrene dei CSN&Y si dilungano in sogni e viaggi interminati.

Solitudo acquietata, carezze di candela e libri da inniziare q.b.

Pranzo sorridente della pioggia muta

068 – 25 settembre 2016

Sorrisi di sè in bollito di manzo alla crema selvaggia di erbe e spezie con vocìo allegro di acetelli.

Rimembranze di altre piogge in serenità di breve insalata di lattuga e pomodoro.

Esagerazione sicula in persistenza di gusto di cannolo alla ricotta.

Chiusura d’intenti in liquore d’alloro delle mano che scrivono.

Il pane ancora caldo di forno a pietra racconta di nubi grigie e tenere al calice d’acqua di fonte vicina, il rosso di un Nero d’Avola s’imbeve di storie bagnate e silenziose portate da una pioggia muta e amica. Cadono sulla tavola, come gocce di pioggia sorridente, le note spesse dei Notwist.

Solitudo e pioggia di sè q.b.

Pranzo del rientro a terra

067 – 20 settembre 2016

Pranzo del rientro a terra

Semplicità d’intenti in zuppa di zucca lunga con patate, cipolle, festosità di pomodoro e spezie e bisbiglio di pecorino grattuggiato.

Discorsi sul sé in grigliata di melenzane alla menta e peperoni rossi al limone verde.

Sorrisi ritrovati in liquore all’alloro dei passi brevi.

La terra vicina accompagna il rosso del vino di Saro e l’acqua sorseggia le fresche parole del pane di casa, le note rauche di Janis Joplin accolgono il rientro a terra di un pensiero fragile.

Solitudo e chiusura d’occhi q.b.

Pranzo del mormorio esistenziale

066 – 3 agosto 16

Pranzo del mormorio esistenziale

Ebbrezza di pollo in crema al marsala e indugio sottile di spezie assolate.
Rossore d’audacia in piccola insalata di pomodori con condimento di terre prossime.
Eleganza di sapori in peperoni in agrodolce con uva passa e tostatura serena di pangrattato.
Il vino rosso di una Sicilia stanca si adagia sugli sguardi freschi dell’acqua di fonte e il pane di solido forno a pietra racconta l’agosto che sonnecchia. Le note avide dei suoni attenti dei Japan s’insinuano tra pensieri e mormorii d’esistenza e di pause.
Solitudo di stelle e notti a venire q.b.

Cena del ricordo del sè

064 – 5 maggio 16

Cena del ricordo del sè

Arrendevolezza di verde in eleganza di trofie in dialogo di asparagi selvatici e spinaci con commenti di ricotta salata.
Biancore di ricordi in insalata colorata con ventata di feta e mela e condimento semplice.
Un rosso Merlot affila le lame del ricordo mentre il pane esangue di casa ascolta un racconto di amori svuotati dell’acqua di fonte. La musica dei Nouvelle Vague si diffonde ironica sui ricordi del sè sbiadito e addormenta i sogni.
Solitudo e finestre sul mare q.b.